8 Settembre 2025

Sicurezza digitale: tre buone pratiche per proteggere l’accesso alle piattaforme

sicurezza digitale

Nel percorso di digitalizzazione dei servizi sociosanitari, la protezione dei dati sensibili, in particolare quelli sanitari, è una priorità assoluta. La sicurezza degli accessi ai sistemi informatici rappresenta uno dei pilastri fondamentali per tutelare informazioni, servizi e continuità operativa. 

Secondo il recente Vademecum “Buone pratiche di cybersecurity di base per i dipendenti delle PP.AA.” realizzato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, le credenziali di accesso ai sistemi costituiscono la prima linea di difesa contro minacce e tentativi di intrusione. 

In questo contesto, l’adozione di soluzioni in Cloud offre un vantaggio concreto: aggiornamenti continui, backup automatici, gestione centralizzata e sistemi di monitoraggio avanzati consentono alle strutture di innalzare il livello di sicurezza con maggiore semplicità ed efficacia. 

Vediamo qui di seguito, tre buone pratiche quotidiane che, grazie al Cloud, diventano facili da implementare, anche in assenza di un reparto IT interno. 

1. Utilizzare un indirizzo email personale, valido e presidiato

Ogni operatore deve poter essere identificato in modo univoco quando accede alle soluzioni. Questo non solo garantisce la tracciabilità delle attività, ma tutela pazienti e personale, riducendo i rischi legati ad accessi non autorizzati. 

L’indirizzo email associato all’account deve essere: 

  • personale: non generico 
  • valido, funzionante e presidiato: non dismesso o abbandonato 
  • aggiornato in caso di cambi di ruolo o struttura 

Perchè è importante: 

  • consente di ricevere comunicazioni importanti, notifiche di sicurezza (es. in caso di accesso da dispositivi non riconosciuti) 
  • permette il recupero autonomo delle credenziali 
  • consente l’attivazione di strumenti come l’autenticazione a due fattori (di cui parleremo nel prossimo paragrafo) 
  • rispetta standard e normative (es. ISO 27001, NIS2) 

Consiglio pratico: evitare indirizzi email generici o condivisi tra più operatori (es. info@nomestruttura.it), a favore di email nominative e individuali. 

Nel Cloud, la gestione degli accessi tramite email è centralizzata e monitorabile, con strumenti che semplificano l’attivazione, il controllo e l’aggiornamento degli account in modo sicuro. 

 2. Attivare l’autenticazione a due fattori 

Nel settore sociosanitario, dove l’accesso ai dati sensibili è quotidiano, l’autenticazione a due fattori (2FA) è uno strumento fondamentale per proteggere la privacy degli utenti e la responsabilità della struttura. 

Aggiunge un secondo livello di protezione oltre alla password, come un codice temporaneo inviato via SMS o generato da un’app. Anche in caso di furto delle credenziali, blocca accessi non autorizzati. 

Con il Cloud, l’autenticazione a due fattori è semplice da attivare e spesso già integrata nelle piattaforme più evolute. 

3. Utilizzare password forti

Nel 2023 gli attacchi informatici in sanità sono raddoppiati a livello globale rispetto all’anno precedente. Il 90% degli attacchi ha avuto impatti gravi o gravissimi tra cui: paralisi dei servizi e pagamento di riscatti per le informazioni rubate. Le password deboli o riutilizzate restano una delle principali cause di violazioni. 

Una password sicura dovrebbe essere: 

  • lunga almeno 12 caratteri 
  • composta da lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli speciali 
  • univoca per ogni account  
  • non riconducibile a informazioni personali (nomi, date di nascita, ecc.). 

Consiglio pratico: cambiare la password periodicamente, non condividerla e non riutilizzarla su più piattaforme. L’uso di un password manager può aiutare a gestire credenziali complesse in modo sicuro e pratico. 

Le piattaforme Cloud permettono di impostare regole obbligatorie per la complessità delle password, guidando l’utente nella scelta e facilitando la rotazione periodica delle credenziali. 

Il Cloud come alleato della sicurezza 

Adottare il Cloud significa semplificare l’adozione di queste tre buone pratiche di sicurezza, anche per le strutture che non dispongono di un reparto IT interno. Le infrastrutture Cloud sono progettate per offrire elevati standard di protezione, mantenuti e aggiornati da professionisti del settore. 

Per il mondo sociosanitario, scegliere il Cloud non è solo una scelta tecnologica, ma anche una garanzia di efficienza e affidabilità. Le piattaforme Cloud permettono di: 

  • ridurre i rischi di attacchi informatici 
  • garantire l’accessibilità e la continuità del servizio 
  • gestire la sicurezza in modo centralizzato e conforme alle normative 
  • ottimizzare costi, tempi e risorse. 

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