Sulla rivista Senza Età è uscito il nostro articolo “Intelligenza artificiale, qualità e responsabilità: perché la compliance è parte della cura”, dedicato a un tema sempre più centrale nei servizi sociosanitari.
L’intelligenza artificiale può rappresentare una leva importante di innovazione, a patto che resti uno strumento di supporto e non di sostituzione del giudizio umano, soprattutto negli ambiti della cura e dell’assistenza. Governare l’IA significa renderla trasparente, verificabile e coerente con il contesto in cui opera, valorizzando il ruolo dei professionisti e tutelando le persone. Il nuovo quadro normativo europeo – dall’AI Act al GDPR e alla NIS2 – va proprio in questa direzione: non frenare l’innovazione, ma renderla responsabile e sostenibile. In questo senso, la compliance non è un freno, ma una parte integrante della qualità del servizio e della cura.