25 Giugno 2024

Spiegare la qualità di vita e l’Intelligenza Artificiale partendo da un biscotto

Convegno Fondazione Germani

Il convegno di Fondazione Germani su rischi e opportunità dell’AI nel mondo della disabilità.

Immaginiamo di poter spiegare l’innovazione e la qualità di vita nell’assistenza ai più fragili con un semplice biscotto.

È proprio quello che Remco Monstert, della Hogent University of Applied Sciences, ha fatto durante il convegno della Fondazione Germani il 20 giugno scorso. Con un semplice esperimento sociale in diretta, utilizzando una scatola di biscotti olandesi offerti al pubblico, ha voluto dimostrare quanto sia importante focalizzarsi sulle reali necessità e preferenze individuali quando si parla di qualità della vita, informarsi sui gusti, sulle esperienze e sui vissuti delle persone, chiedendoci:

  • sto realmente dando alle persone ciò di cui hanno bisogno?
  • oppure stiamo fornendo soluzioni standard e indifferenziate?
  • sto considerando la loro storia personale e le loro preferenze?

Questa dimostrazione pratica, che ha entusiasmato il pubblico, ha fatto da trampolino di lancio per la presentazione della POS, Personal Outcomes Scale, un innovativo strumento di misurazione della qualità della vita, arricchito da strumenti di intelligenza artificiale per aiutare l’interpretazione dei risultati, fornire un riepilogo e dare una serie di suggerimenti relativamente ad azioni da programmare.

È stata proprio l’AI il tema centrale del convegno che ha visto impegnati importanti speaker dal mondo accademico. Oltre a Remco Monstert, è intervenuto anche il dott. Luigi Croce dell’Università Cattolica con un approfondimento sugli strumenti di AI nella valutazione della disabilità e nel monitoraggio dei goals riabilitativi. Inoltre, di rilievo anche l’approfondimento di Don Maurizio Compiani dell’Università Cattolica, esperto di etica e AI.

Il convegno, svolto presso Villa Dati (CR) è stato anche un’opportunità per Fondazione Germani di presentare, attraverso i propri medici e professionisti, le esperienze di applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità all’interno delle strutture della Fondazione. Obiettivo: innalzare la qualità dei servizi erogati, migliorare la sicurezza supportando il personale per ottimizzare tempi e risorse, recuperare tempo da dedicare al “core” della cura e dell’assistenza, ovvero la relazione con i residenti.

Abbiamo intervistato a questo proposito Enrico Marsella, Presidente Fondazione Germani:

“Riteniamo questo evento importantissimo perché parliamo di intelligenza artificiale applicata all’assistenza. È un’innovazione tecnologica che Fondazione Germani sta applicando in vari nuclei con ottimi risultati, questo ci consente di innalzare ancora di più la qualità dell’assistenza che eroghiamo e al tempo stesso ci consente di ottimizzare tempi e risorse quindi potenziare ancora di più quella parte di relazione che il personale dedica ai nostri residenti”.

Durante la mattinata sono state approfondite opportunità, ma sono state anche aperte importanti riflessioni in relazione ad un fenomeno, quello dell’AI, in rapida evoluzione, le cui implicazioni ad oggi sono ancora oggetto di studio.

Don Maurizio Compiani, Università Cattolica, riepiloga in tre parole chiave il suo intervento su rischi e opportunità dell’intelligenza artificiale:

“Se dobbiamo definire tre caratteristiche che ci possono particolarmente interessare esse sono: pervasività, l’intelligenza artificiale si applica in qualunque campo. Secondo la velocità, la capacità attraverso modelli matematici statistici di elaborare e dare soluzioni è straordinaria, con il limite che ci dà delle risposte, ma non sappiamo bene come lei ci è arrivata. Quindi il vaglio umano è sempre importante, per questo la terza parola è responsabilità: l’etica dell’intelligenza artificiale non significa mettere dei limiti preventivi alla scienza, ma significa piuttosto saper gestire il futuro che questa innovazione ci sta mettendo davanti”.

Abbiamo infine intervistato il dott. Ivan Scaratti, Direttore Fondazione Germani, sull’importanza di questo convegno e sul perchè:

“Abbiamo voluto questo convegno per proporre un momento di riflessione sulle innovazioni che stiamo implementando in Fondazione da tre anni (tra i primi in Lombardia) e che abbiamo intenzione di utilizzare presto anche all’interno dei nostri servizi residenziali per disabili all’interno dei quali stiamo attuando un percorso significativo di cambiamento che porti alla riabilitazione della persona e vada oltre il classico principio di custodia, partendo dal concetto chiave di “recovery”. All’interno di questo processo, che vede anche un percorso di formazione per gli operatori, abbiamo appunto previsto anche l’utilizzo di innovazioni tecnologiche, portando nella disabilità le sperimentazioni ormai triennali fatte nei servizi residenziali per gli anziani e nel nucleo Alzheimer. Strumenti di intelligenza artificiale che stanno dando ottimi risultati di miglioramento della qualità, di sicurezza, di personalizzazione dell’assistenza, di benessere organizzativo ed anche in termini di soddisfazione dei famigliari. Queste tecnologie le abbiamo implementate e continueremo a farlo non con l’obiettivo di sostituire l’uomo (abbiamo più operatori e più qualificati dell’anno 2019), che rimane la risorsa fondamentale e insostituibile per professionalità, umanità e sensibilità, ma di supportarlo per recuperare tempo da utilizzare per la relazione umana con i residenti e parenti”.

Concludendo, al convegno è stato mostrato come l’innovazione tecnologica, se applicata con sensibilità e attenzione alle esigenze individuali e organizzative, può davvero migliorare la qualità della vita delle persone più fragili.

Un semplice biscotto ha aperto gli occhi su quanto sia cruciale mettere al centro la persona con le sue preferenze e il suo vissuto, per una personalizzazione degli interventi. In tutto ciò, l’AI rappresenta un’opportunità per aiutarci a raccogliere ed elaborare dati grazie alla sua pervasività e velocità, ma l’elemento umano sarà sempre fondamentale e necessario per utilizzare questi strumenti con responsabilità.

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