30 Marzo 2023

L’informatizzazione della Scala Sant’Omobono

Scala Sant'Omobono

Esiste un’unica definizione di qualità di vita, oppure ciascuno deve essere libero di decidere gli elementi che contribuiscono a costruire la propria qualità di vita?

È possibile misurare la qualità della vita di una persona residente in RSA?

Quali sono le implicazioni e le prospettive della valutazione della QdV per la pianificazione individualizzata (PAI e PI) e per la pianificazione del contesto (vita di reparto, organizzazione complessiva)?

Queste e altre domande hanno spinto la Fondazione Istituto Vismara de Petri a promuovere uno studio sui costrutti di Qualità di Vita degli ospiti della propria struttura.

L’esito di questa ricerca è la Scala Sant’Omobono, uno strumento pratico che possiede:

  • la capacità di rilevare la qualità della vita per tutte le persone residenti (utilizzando modalità di somministrazione adatte per la popolazione ospite)
  • la possibilità di valutare il livello di QdV attraverso indicatori concreti, sensibili e appropriati in relazione agli ospiti e al contesto esistenziale
  • la capacità di fornire elementi utili per la progettazione sia a livello micro (progetti individuali), sia a livello macro (reparto e/o intera struttura)
  • come riferimento un tipo di cultura europeo occidentale, quindi con una buona capacità di interpretazione da parte della Comunità di appartenenza*.

Perché adottare la Scala Sant’Omobono

Alla base della Scala Sant’Omobono c’è una visione olistica della persona e la volontà di offrire una presa in carico realmente personalizzata sulle singole esigenze. La sua adozione permette alle residenze sanitarie per anziani di aggiungere alla visione assistenziale quella di Cura (intesa come Care) e quindi di considerare anche le necessità emotive, relazionali, spirituali e sociali dell’assistito.

Per una struttura, introdurre la Scala Sant’Omobono ha diversi vantaggi, permette infatti di:

  • considerare desideri, aspettative e preferenze dell’ospite
  • definire obiettivi assistenziali 
  • programmare razionalmente gli interventi individualizzati in modo da assicurare benessere ai residenti
  • aumentare la consapevolezza nella progettazione dei percorsi assistenziali
  • identificare punti di forza e di debolezza dell’organizzazione
  • conciliare il miglioramento della Qualità di Vita con l’ottimizzazione delle risorse 
  • aumentare il benessere e la motivazione dei caregiver in quanto viene dato riscontro del beneficio che porta il loro operare.

Come è costruita la Scala Sant’Omobono

La Scala Sant’Omobono è un’indagine quantitativa suddivisa in differenti dimensioni, pensata per essere somministrata anche a soggetti proxy, che rispecchia il modello degli otto domini di Qualità della Vita di Shalock-Verdugo.

Il questionario è integrato in Cartella Socio Sanitaria, questo permette di:

  • raccogliere i dati in modo facilitato e veloce
  • avere rapidamente una visione degli esiti sui grafici radar risultanti
  • disporre di un indicatore di efficacia in relazione alle attività svolte
  • quantificare gli obiettivi nel PAI  
  • analizzare i trend confrontando più somministrazioni grazie alla sovrapposizione dei grafici radar.

*Fonte: Qualità della vita e qualità delle cure per persone anziane in ambito residenziale: la scala Sant’Omobono di Gianluigi Perati, Maria Teresa Maffini, Fabrizio Arrigoni, Maria Grazia Ventura, Alberto Bertoli, Luigi Croce, Perati Irene, su I Luoghi della Cura, rivista online, 4/202

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